Il neofita della politica e il suo primo congresso di circolo PD

Dopo 44 anni passati pensando che fare politica significasse votare (perlopiù PCI, PDS, Ulivo e simili, ma anche più a sinistra), alle ultime Europee non ho avuto motivazioni per votare un partito che consideravo autoreferenziale e distante da quella laicità per me requisito fondamentale per un partito votabile. Così, piuttosto che votare alternative tutte sgradite, non ho votato, ma la successiva crisi di coscienza mi ha condotto prima a cercare una ragione per tornare alla politica, e poi a incontrare la mozione Marino, di cui condivido praticamente tutto (salvo il calore delle rocce profonde, stronzata da documentario di discovery channel) ma in particolare il concetto di laicità come metodo, l’attenzione verso i diritti civili ed il proposito di creare un nuovo coinvolgimento degli elettori nel PD.
Così, il 20 luglio mi sono iscritto al Cicolo del mio paese, un grosso paese (ca. 15000 abitanti) in provincia di Roma e sabato 26 settembre è stata la mia prima volta ad un congresso di circolo o sezione.
Il congresso si svolge nella sala consiliare del comune ma, con sorpresa, noto che in uno spazio antistante è in programma nientemeno che un pubblico incontro organizzato dal PDCI, con la partecipazione di Oliviero Diliberto in persona (della serie, quando la sinistra si vuole far del male ci riesce benissimo).
Incontro il segretario del circolo che, lamentandosi del fatto che all’orario previsto per l’inizio (le 16.00) i convenuti sono pochissimi, mi presenta in giro come “quello che si è iscritto su Internet”, devo in effetti sembrare parecchio strano a tutti.
Poi scambio quattro chiacchiere con il vicesindaco che, prima di presentarmi alla persona che presenterà la mozione Marino, mi offre un caffè e mi racconta che lui e il sindaco avevano pensato di sostenere entrambi Franceschini ma presentando due liste separate “come modo di contarci”. Io faccio il vago. Al momento, l’idea mi sembra stramba ma a fine serata avrò modo di scoprire di quanto stessi sbagliando.
Per la mozione Marino parlerà la preside del liceo locale, persona di indubbi carisma e capacità oratorie; mi presento così da parlare un po’ e ci scambieremo il numero di cellulare per qualche iniziativa a sostegno di Marino alle primarie del 25 ottobre.
Con un’ora di ritardo, il congresso finalmente inizia. Il segretario e la garante del PD spiegano cosa verrà fatto nelle ore successive ma, visto che alle 18.00 le operazioni di voto dovranno iniziare, lo spazio per la presentazione delle mozioni, la formazione delle liste e il dibattito è di solo un’ora.
Visto che al momento sono l’unico che si espone per Marino, mi propongono come scrutatore e membro della presidenza del congresso. Accetto di buon grado, anche per poter osservare da vicino tutto quello che accadrà.
Per Bersani parla un ex onorevole che, con molto mestiere, calca sul tema dell’unità di un partito che si deve rifare a Berlinguer e a Moro. Poi, ecco che si appropria di alcuni temi cari a Marino, e scopro così che Bersani ha a cuore le unioni di fatto ed è contro al nucleare. La tirata finale include un forte proposito a cambiare lo statuto, per impedire ad un Grillo qualunque di diventare in futuro segretario.
Siccome è la prima presentazione, l’auditorio è attento, ma freddo, e gli applausi saranno contenuti.
Si passa poi alla mozione Franceschini ma, con qualche responsabilità per l’oratoria della relatrice e per la sua voce flebile, l’attenzione dei presenti scema di colpo. La relazione comunque è un semplice riassunto della mozione come presentata in forma scritta da Franceschini. L’applauso finale è di cortesia.
Ecco quindi la preside per Marino che, con grande mestiere da professoressa, ottiene l’attenzione di tutti e mi sembra anche molto convincente (ma sono di parte). La sua relazione è l’unica con un confronto tra le diverse mozioni, e affronta non solo i temi della laicità, dei diritti individuali e della tutela dell’ambiente, ma anche quello del ruolo della donna in politica. L’applauso finale sembra il più convinto dei tre. Certamente è stata l’esposizione più appassionata.
Prima del dibattito (a cui restano una ventina di minuti), vengono compilate le liste: le due per Franceschini sono già pronte da tempo, le altre vengono fatte al momento, e mi ritrovo secondo di lista a sostegno di Marino. La capolista è una elegante signora di una certa età, personaggio autorevole e molto noto, non solo in paese. Proprio lei prende la parola a sostegno di Marino, ma il discorso mi sembra involuto e prolisso e, per l’evidente rispetto ispirato, nessuno si osa a farle notare che il tempo da lei usato è tutto quel che resta.
Rimangono pochi minuti, occupati da una persona che tiene a mostrare tutta la sua incazzatura per l'inadeguatezza del partito e per l’inutilità del congresso, visto che chi conta ha già deciso tutto (sarà profetico) e sta fuori dal locale assembleare a sistemare gli ultimi dettagli.
Ecco quindi iniziare le operazioni di voto, la garante è severa e vuole che si richieda il documento a tutti. I votanti, una volta reperito il nome nell’elenco degli iscritti ammessi al voto, dovranno firmare sull’elenco stesso. Subito si forma una lunga fila, ed i voti si succederanno incessantemente per tre ore. Io controllo i documenti e aiuto la garante a trovare i nomi. Subito emergono due problemi: molte persone che hanno partecipato alle primarie del 2007 pensano di essere iscritte al PD e si presentano per votare. Inoltre, alcuni iscritti non risultano in elenco, e non saranno ammessi al voto (alcuni mostrano anche la tessera, ma la regola viene applicata a tutti).
Gli iscritti ammessi sono 560 (l circolo è grosso), e alla fine i votanti saranno 347. Di questi, solo una minima parte ha partecipato al congresso (non più di una cinquantina) e molti sembrano quasi convocati o comunque attesi al voto dai dirigenti locali.
Solo dopo le nove i votanti si diradano e c’è il tempo di mangiare un trancio di pizza.
Alle dieci si inizia lo spoglio, e subito mi accorgo che il voto di circolo è stato usato con successo come pretesto per realizzare scopi locali. I due ispiratori delle liste a sostegno di Franceschini non mi sono sembrati particolarmente interessati alla mozione, nessuno di loro ha mostrato l’intenzione di partecipare al dibattito, tuttavia si sapeva che Franceschini avrebbe fatto il botto perché così era stato deciso prima.
In effetti, Franceschini prende la bellezza di 310 voti su 343 validi, quasi equamente divisi tra le liste che, vengo a sapere, raccolgono rispettivamente sostenitori dei DS e della Margherita (i DS prevalgono di una ventina di voti). Tutto questo perché a breve ci saranno le elezioni comunali e i due schieramenti interni devono capire quali saranno i loro rapporti di forza.
Agli altri le briciole: 23 voti per Bersani e 10 per Marino.
Per la consultazione per il segretario provinciale, il candidato di Franceschini, Morassut, trainato dal risultato del voto per il segretario, ottiene 260 preferenze, contro le 58 per Mazzola (Bersani) e le 14 per Ileana Argentin (Marino).
Cercherò i partecipare attivamente alle primarie, non solo come elettore, in modo da poter scrivere altre impressioni.

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bisogna iniziare da piccoli

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